Solare, simpatica e intelligente. Caterina Balivo, amatissima sui social, con il suo people show La volta buona, è la regina del pomeriggio televisivo di Rai 1, dove accoglie gli ospiti nel suo salotto con uno stile fresco e colloquiale che piace molto al pubblico.
Con una vita così attiva e gli impegni da madre di due figli, qualcuno avrebbe potuto attribuire allo stress il gonfiore, il mal di pancia e le dermatiti che a un certo momento sono diventati ricorrenti. Ma sarebbe stato un errore. L’origine dei sintomi, come ha capito dopo due anni a caccia di una diagnosi, era l’intolleranza all’istamina, una molecola che si trova in molti alimenti: nei pesci come il tonno, nei formaggi, nei salumi, nei pomodori, nei limoni o nelle fragole.

Alimentazione

Intolleranza all’istamina: le cause e i sintomi

Intolleranza all’istamina: le cause e i sintomi
Intolleranza all’istamina: le cause e i sintomi

Caterina Balivo, come ha scoperto questa sua intolleranza alimentare all’istamina?
«Ho eseguito un test genetico attraverso un tampone salivale, niente di invasivo. Si è visto che ho una predisposizione genetica che mi rende intollerante all’istamina».

Che tipo di test è?
«Si tratta di un test genetico funzionale. Mi è stato proposto per identificare non solo le varianti genetiche ma anche il modo in cui alcuni geni influenzano la funzione di una cellula, di un tessuto o dell’intero organismo. Io l’ho fatto privatamente con un genetista, Giovanni Borghini, per verificare se avessi una predisposizione alle intolleranze primarie, come lattosio, glutine, nichel e istamina. Quando ho scoperto di avere questa tendenza ereditaria, ho cambiato dieta e finalmente sono stata bene».

Quali alimenti ha eliminato?
«Per esempio, pomodori, spinaci, salumi, alimenti considerati problematici per chi ha intolleranza all’istamina. Io poi bevevo spesso tisane alla liquirizia, che però può aumentare il rilascio di istamina».

Ma lei che sintomi aveva?
«Ho sempre goduto di buona salute, anche se non sono particolarmente rigorosa nell’alimentazione e ogni tanto cedo a qualche “schifezza”. A un certo punto ho iniziato a soffrire spesso di uno strano mal di stomaco, ma non si trattava del classico mal di pancia. Avevo un forte gonfiore, prurito e dermatiti ricorrenti. Ho raccontato del mio problema alla mia amica Viola che vive a New York: lei aveva già fatto questo test genetico funzionale e me lo ha consigliato. Nel frattempo, erano passati almeno un paio d’anni».

Carlucci

La prova del nove nell’intolleranza all’istamina è sempre la dieta, cioè eliminare gli alimenti che possono essere problematici e vedere se i sintomi passano.
«Il test ti dice se i geni remano contro, ma è appunto una predisposizione, non è detto che si manifesti. Io seguo una dieta contro l’intolleranza all’istamina suggerita dal mio genetista».

Com’è la sua alimentazione?
«Sono cresciuta a merendine, mangiavo molto male. Forse, se avessi scoperto le mie predisposizioni genetiche vent’anni fa, le cose sarebbero state diverse. Ma ora sto molto più attenta, e non solo per l’intolleranza».

Qual è la sua colazione tipo?
«Di solito mangio qualcosa di salato. Non consumo carne di maiale, quindi scelgo fesa di tacchino, pollo, a volte le uova e pane tostato. Mi piace lo yogurt greco con i cereali».

Il suo pranzo e la cena?
«Il pranzo è solitamente composto dagli avanzi della cena, ammetto. In generale mangio di tutto, ecco perché sarò sempre un po’ rotonda... Ovviamente, a causa dell’intolleranza all’istamina, evito la pasta al pomodoro. Poi consumo carne o pesce, evitando sgombro e crostacei, e scelgo le verdure adatte».

Ha mai seguito delle diete?
«Durante la gravidanza del mio primo figlio, ho seguito un regime alimentare con il medico nutrizionista Nicola Sorrentino. Sono aumentata solo di 9 chili e, anche dopo il parto, non ho avuto alcuna difficoltà a perdere il peso in eccesso. Ora mi trovo bene con il digiuno intermittente, proprio perché non sono brava a seguire diete complesse o a preparare piatti particolari. Preferisco piuttosto non mangiare per 16 ore e, nelle 8 ore restanti, non preoccuparmi troppo».

È costante nel seguire il digiuno intermittente?
«L’ho seguito per due anni e sono riuscita a mantenerlo bene anche durante l’estate. In questo sono molto determinata. Ora lo pratico solo ogni tanto».

Parlando invece dell’attività fisica: fa sport?
«Non ne ho mai fatto molto, non sono nata da una famiglia con una grande cultura sportiva. Attualmente mi alleno in sala pesi con una personal trainer. Ho provato a fare anche gyrotonic, che si basa su principi di yoga, danza e tai chi, ma non faceva per me, mi annoiava».

Fa massaggi?
«L’unica cosa che faccio, che considero il mio vero lusso, è un massaggio facciale ogni 15 giorni per un’ora e mezza. Ho una visagista molto brava, il mio viso poi risulta più disteso».

La sua routine di bellezza?
«Dovendo sottopormi spesso al trucco televisivo, curo molto la mia skincare. Lavo accuratamente il viso con la doppia detersione, che considero fondamentale: detergente oleoso e a risciacquo. Poi applico un siero e una crema: la mattina con protezione solare, che uso tutto l’anno, e la sera idratante».

Come sono le sue vacanze, di totale relax o molto attive?
«Direi attive, e chi ha figli può capirne il motivo. Per carattere amo visitare posti nuovi, cosa che in inverno è più difficile da fare. Quest’anno, per esempio, ho fatto un giro tra i borghi, perché l’Italia è meravigliosa ovunque».

Prende il sole?
«Sono rimasta ferma a prendere il sole sul lettino solo a 18 anni, quando l’abbronzatura era considerata bella. Oggi non lo farei mai più anche se mi abbronzo comunque, perché faccio canoa, vado in gommone e, quando sono a Capri, mi muovo sempre a piedi. Ovviamente utilizzo le protezioni solari».