Stessa spiaggia, stesso mare, «ma questa volta sono molto più felice dell’anno scorso», sorride Carolina Rey, per il secondo anno consecutivo in Rai alla guida di Unomattina Estate. «Mi sento più tranquilla e ho la gioia di essere in un posto dove sono stata sempre benissimo, è stato come tornare a casa e non fatico neppure troppo ad alzarmi presto».

Quale significato ha per lei l’estate?
«È un momento di rinascita, di ripartenza. Vuol dire anche alleggerirsi di tutto quello che è successo durante l’anno».

Non le manca la vacanza classica?
«Ma no… Sono la classica mamma italiana e confesso, anche un pochino ansiosa, quindi ho organizzato tutto alla perfezione perché mio figlio Filippo passi una bella estate. Ho affittato una casa al mare raggiungibile da Roma, coinvolto i nonni, la tata… Sono una scocciatura per chi mi sta vicino, lo ammetto, perché una volta pianificato tutto non si torna indietro!».

È sempre stata così?
«Sono cresciuta con un forte senso di responsabilità, mi sono sentita sempre più grande dell’età che avevo, forse perché i miei genitori erano separati. Anche mio figlio ha i genitori separati e siamo sempre stati molto attenti a farlo sentire parte di una famiglia. Mi sembra decisamente più rilassato di com’ero io».

Suo figlio c’era anche a Sanremo dove lei ha condotto il PrimaFestival con Ema Stokholma e Manola Moshlei.
«Era entusiasta e non solo perché era un buon motivo per saltare la scuola. Lui ci tiene molto. Ogni volta che mi vede in televisione mi chiede: hai parlato di me? Diciamo che è il contrario di un bambino che si vergogna. È sempre stato carismatico, gli piace essere al centro dell’attenzione. In classe intrattiene tutti».

Anche lei seguiva sua madre nei teatri.
«Sono cresciuta nei teatri più belli d’Italia, perché mia madre è una cantante lirica. Dopo la separazione dei miei, spesso mi portava con sé. Mi capitava di stare in platea al Teatro dell’Opera o in altri teatri meravigliosi, in quei luoghi dove si respira arte. Lì è nato tutto: l’ammirazione, il desiderio di salire su quel palco. Non mi sono mai immaginata a fare altro nella vita».

È stato faticoso?
«Ciascuno per il lavoro ha la propria storia. Certo, per noi donne è sempre più difficile, non solo per il lavoro. Ma non mi sono mai arresa alle difficoltà e ho sempre creduto ai miei sogni. Sono diventata mamma a 26 anni, una gravidanza difficile per problemi legati alla tiroide e, pur amando tantissimo il mio lavoro, mi sono presa due anni per stare con mio figlio».

Le ha portato fortuna.
«Sempre. Un figlio è una livella. Ti cambiano le priorità».

Lei canta, recita, balla, conduce. In cosa si sente più centrata?
«Cercavo un talento e ho capito che come attrice ero molto meno brava di altre… Mi sento un po’ come il personaggio di Carolina Crescentini in Boris, “una cagna maledetta”». Ride di gusto.

Lo spirito è quello giusto.
«Non è un caso se ai provini come attrice non mi prendevano mai e invece per condurre mi hanno presa subito. Sono tenace e sognatrice, quindi non mi precludo nessuna strada. Un musical? Mi piacerebbe molto, ma devo studiare tanto».

Nel lavoro chi è stato il suo portafortuna?
«Non ho dubbi, Carlo Conti: con Tale e Quale Show tutto è cambiato. Carlo è generoso, ti consiglia, sa ascoltare, è un grandissimo professionista. Vorrei imparare la sua tranquillità e la sua leggerezza sulle cose. Lui per me ha fatto la differenza».

Lei però ha anche un piano B. Dopo il liceo si è iscritta a Giurisprudenza.
«Vero. Nei primi due anni dopo il liceo ho frequentato sia l’Università che l’accademia Corrado Pani: canto, recitazione, doppiaggio, regia. Studiavo di giorno e la sera tornavo a casa a leggere Diritto romano. Sono andata a rilento perché quando arrivava un lavoro (e mio figlio) il tempo per studiare diminuiva. Ma finalmente oggi lo posso dire, mi laureo il 12 dicembre: dita incrociate».

Ho letto che vorrebbe anche iscriversi a un altro corso di laurea, Scienze della Nutrizione.
«Vedremo! Mi sono appassionata all’argomento proprio l’anno scorso a Unomattina, durante gli spazi dedicati alla medicina. Forse anche perché è una cosa che mi ha toccato da vicino. A 15 anni, per un problema sia tiroideo che di insulino-resistenza, ho preso molto peso in poco tempo, ho iniziato ad avere difficoltà nello smaltimento dei carboidrati e degli zuccheri. Ci sono voluti dieci anni di sacrifici, allenamento e diete per tornare in forma e in salute. Approfitto per sottolineare una cosa. Per anni ho sofferto per i commenti sul fisico. Non lo fate. Sembra banale, scontato, ma è fondamentale ribadirlo».

Cosa è per lei il benessere?
«Ho imparato a mangiare bene, anche se questo magari vuol dire rinunciare a qualcosa che mi piace. Ma soprattutto mi alleno sempre e cascasse il mondo non rinuncio mai ai massaggi. Sono felicemente dipendente dai massaggi».

Quindi è in perfetta forma.
«Magari… Soffro di attacchi alla cervicale. A volte il dolore è così forte che oltre il mal di testa mi viene anche la nausea. Mi tornano sempre in mente le parole di mia madre… Non uscire con i capelli bagnati che ti viene la cervicale».

Concludiamo con un sogno nel cassetto.
«Sono una grande sognatrice, ho il cassetto pieno».

Ne scelga uno.
«Scelgo il sogno del lavoro: mi piacerebbe una produzione invernale, con un po’ di mesi davanti. Ma intanto mi godo l’estate. Sono fortunata».