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La ballerina Rossella Brescia da quasi vent'anni è una delle voci più amate della radio italiana: ogni mattina accompagna gli ascoltatori di Rds-Radio dimensione suono alla guida di "Tutti pazzi per Rds", insieme a Giacomo Valenti e Marco Bazzoni, in arte Baz. Foto di Piergiorgio Pirrone (si ringrazia il Palazzo Dama Hotel di Roma).
Ballerina, attrice, conduttrice televisiva, Rossella Brescia è da quasi vent’anni una delle voci più amate della radio italiana: ogni mattina accompagna gli ascoltatori di Rds-Radio dimensione suono alla guida di Tutti pazzi per Rds. Ha costruito la sua carriera sulla disciplina, sul movimento e sulla passione per la danza, ma proprio il suo corpo, negli anni, le ha chiesto di imparare ad ascoltarlo. Un problema alla schiena, tipico dell’usura da ballerini aggravato da un incidente in motorino, l’ha costretta a ripensare il modo di allenarsi. Da allora ha scoperto il gyrotonic, una pratica che le ha insegnato a superare il dolore fisico.
Rossella Brescia, sa qual è l’origine del suo mal di schiena?
«Da quando ho iniziato a fare la ballerina il mal di schiena, dovuto alla mia professione, in qualche modo c’è sempre stato. Poi, nel 2016, ho avuto un incidente in motorino che mi ha provocato la lesione del menisco e del crociato. Dopo l’operazione, durante la riabilitazione, ho iniziato inconsciamente a compensare il movimento caricando di più su una parte del corpo. Quel disequilibrio, con il tempo, ha finito per ripercuotersi sulla schiena, fino a provocarmi una gravissima ernia lombare e quasi un anno di sciatica. È stata un’esperienza durissima».
Ha fatto la risonanza magnetica?
«Sì, naturalmente, ed è emerso che avevo due ernie lombari. Ho fatto tutti gli accertamenti necessari e mi era stato anche prospettato l’intervento chirurgico. Però ognuno deve seguire la strada che ritiene più giusta per sé».
Quindi ha deciso di non operarsi?
«Esatto. Sono una ballerina e la danza è la mia vita. L’idea di compromettere alcuni movimenti mi spaventava moltissimo. Pensavo, per esempio, all’arabesque, quel movimento in cui si solleva la gamba dietro il corpo. Era una paura molto personale, forse anche una fissazione, ma ho preferito cercare delle alternative. Chi fa questo mestiere finisce anche per conoscere molto bene il proprio corpo e riesce a capire fin dove può spingersi senza fare danni».


Foto di Piergiorgio Pirrone
E le ernie si fanno sentire?
«Con il tempo si sono stabilizzate, ma restano comunque una parte della mia storia. Noi ballerini sappiamo che certi problemi fanno parte del mestiere e, prima o poi, bisogna metterli in conto. La cosa più importante è non fermarsi completamente. Anzi, spesso è proprio l’immobilità a peggiorare la situazione».
In che senso?
«Se smetti improvvisamente di allenarti, il corpo reagisce. Non è soltanto una questione di mal di schiena, possono comparire rigidità muscolari e, incredibilmente, anche problemi di digestione e gonfiore addominale. È tutto collegato. Nel mio caso il punto debole è l’ileopsoas, un muscolo profondo che collega la parte bassa della schiena alle gambe e svolge un ruolo fondamentale per la postura e il movimento. Va mantenuto elastico perché, quando si irrigidisce, può creare una serie di fastidi. Per questo è importante intervenire subito e continuare a muoversi, senza aspettare che il dolore diventi insopportabile».
Ha dovuto rinunciare a qualche abitudine per proteggere la schiena?
«Ho imparato a fare delle scelte più intelligenti. Per esempio, i tacchi alti mi piacciono moltissimo, ma oggi li indosso solo nelle occasioni speciali, perché il giorno dopo il corpo presenta sempre il conto».
Che cosa le ha permesso di riprendere in mano la situazione?
«È stato il gyrotonic, un metodo di allenamento che combina movimenti fluidi, allungamento, rinforzo muscolare e respirazione. Ne avevo sentito parlare grazie a Pietro Gagliardi, ex ballerino e tra i massimi esperti italiani della disciplina, uno dei primi a portare questo metodo da noi. Ho deciso di provarlo e da quel momento non ho più smesso. Oggi posso dire sinceramente che mi ha cambiato la vita. Per me è stato davvero una salvezza. Lavora sulla muscolatura profonda, aiuta a decomprimere le articolazioni, migliora l’elasticità, la mobilità e la tonicità. Ma soprattutto unisce il movimento alla respirazione, e questo cambia completamente il modo di allenarsi».
Per chi non lo conosce, come funziona?
«Si lavora con macchinari specifici e sempre sotto la guida di un istruttore qualificato. Attraverso movimenti fluidi, circolari e continui si allungano e si rinforzano contemporaneamente i muscoli senza sovraccaricare le articolazioni. Per la schiena è straordinario, perché coinvolge tutta la muscolatura profonda e migliora la mobilità in ogni direzione. Come accennavo, un ruolo fondamentale lo ha anche la respirazione: moltissime persone, quando fanno sport, trattengono il fiato senza rendersene conto. Invece respirare nel modo corretto rende l’esercizio più leggero e molto più efficace».
Qual è stato il primo beneficio che ha notato?
«Sicuramente la diminuzione del dolore e della rigidità. Mi sentivo meno bloccata, più libera nei movimenti. Ma c’è stato anche un beneficio che non mi aspettavo: il cambiamento dell’umore. Quando respiri bene e il corpo torna a muoversi senza dolore, cambia anche la testa. Ti senti più leggera, più ossigenata e positiva. È un benessere che coinvolge tutto l’organismo».
Lo pratica con costanza?
«Assolutamente sì. Ormai non potrei più farne a meno. Ho imparato che la costanza è la vera chiave, non solo con il gyrotonic ma in qualsiasi attività fisica».
Quanto conta, oltre all’attività fisica, mantenere anche un peso adeguato?
«È importante, ma per me non è mai stata una questione puramente estetica. Mi piace sentirmi leggera, stare bene nel mio corpo. Mangiare nel modo giusto mi fa sentire meglio, mi dà energia. Cerco sempre di ascoltare quello di cui il mio organismo ha davvero bisogno, senza eccedere. Poi, naturalmente, qualche sfizio ogni tanto me lo concedo. Se mi trovo davanti un buon panzerotto pugliese, non dico di no».
Come organizza la sua alimentazione?
«Cerco di pianificare durante la settimana. La domenica preparo dei muffin proteici con farina di mandorle, uova, olio di cocco e pochissimo dolcificante, magari un po’ di eritritolo oppure un filo di miele. Aggiungo qualche goccia di cioccolato fondente e quella diventa la mia colazione, insieme a un caffè americano oppure a un infuso».
Poi ci sono i suoi famosi biscotti all’aria.
«Mi viene sempre da sorridere quando me li nominano. In realtà sono semplicissimi: schiaccio delle banane mature, aggiungo farina di mandorle e qualche goccia di cioccolato fondente. Tutto qui! Alla fine giro sempre intorno agli stessi ingredienti, perché mi piace preparare dolci genuini e leggeri. Così, quando ho voglia di qualcosa di dolce, riesco a concedermelo senza sensi di colpa».
A parte il gyrotonic, continua a praticare la danza?
«Continuo a prendere lezioni di danza classica praticamente tutti i giorni. Quando non riesco a seguire la lezione in sala, mi sono organizzata a casa, con una sbarra e un tappeto da danza. Certo, non è la stessa cosa, ma è comunque un modo per non interrompere il lavoro. Quello che invece non riesco a fare è correre. Molte mie amiche lo adorano e io provo sempre un po’ di invidia, ma proprio non mi piace».
Negli anni è cambiato il suo rapporto con la bellezza?
«È cambiato nel senso che oggi la vivo come una forma di rispetto verso me stessa. La cura del corpo è sempre andata di pari passo con quella del viso. Non mi è mai capitato di andare a dormire truccata. Per me detergere la pelle e prendermene cura è un gesto naturale, non un sacrificio».
Ha una beauty routine ben precisa?
«Mi strucco sempre con attenzione e poi applico i prodotti che utilizzo ormai da molto tempo. Sono gesti che fanno parte della mia quotidianità. Anzi, li considero un piccolo momento dedicato esclusivamente a me. Magari guardo una serie televisiva e, nel frattempo, faccio tutta la mia routine serale».
Dedica molto tempo anche alla cura del corpo?
«Mi piacerebbe riuscire a fare più massaggi, perché li considero straordinari, ma non sempre gli impegni me lo permettono. Cerco comunque di prendermi cura della pelle con scrub e trattamenti che aiutano il rinnovamento cellulare. Mi piace molto il concetto di rigenerazione, credo che valga per il corpo ma anche per la mente».
Se dovesse indicare un’abitudine davvero indispensabile per stare bene, quale sceglierebbe?
«Dormire. Il sonno è uno dei più grandi alleati della salute e anche della serenità. Cerco sempre di riposare bene perché so quanto influisca sull’energia, sull’umore e sul recupero fisico».













